Diversamente da quanto annunciato da Politico in merito al fatto che Trump avrebbe annunciato ai suoi ministri la prossima uscita di Elon Musk dal DOGE, la Casa Bianca ha, da pochi minuti, smentito le recenti notizie riguardanti una possibile “partenza anticipata” di Elon Musk dal suo incarico governativo. Secondo quanto riportato da Reuters, Musk continuerà a guidare il Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) fino al completamento della sua missione, previsto per la fine di maggio.
Dopo settimane di indiscrezioni poche ore fa era arrivata la conferma di Politico, secondo cui il presidente Donald Trump avrebbe comunicato al suo Gabinetto che Elon Musk avrebbe presto lasciato il suo ruolo nel DOGE (Department of Government Efficiency), l’agenzia creata ad hoc per ridurre sprechi e riformare radicalmente l’apparato federale.
Il CEO di Tesla e SpaceX, entrato a inizio anno come “consulente speciale” del Governo, potrebbe chiudere la sua esperienza a Washington entro fine maggio, dopo appena 130 giorni di mandato, era stato annunciato. Nessuna data ufficiale era stata fissata, ma l’uscita era data per imminente.
Musk via da Washington? Gli investitori esultano
La notizia ha avuto effetti immediati sui mercati. Le azioni Tesla, dopo un calo iniziale legato ai dati del primo trimestre, sono risalite del 5%, spinte dall’idea che Musk tornerà a concentrarsi sulle sue aziende.
Anche altri titoli tech e del comparto difesa-governo hanno beneficiato dell’ipotesi di una transizione più fluida nei rapporti tra governo federale e industria.
“Gli investitori hanno spinto per il ritorno full-time di Musk in Tesla e SpaceX. Il suo impegno governativo è stato considerato una distrazione” – fonti vicine al team di Musk.
DOGE, tra rivoluzione e frizioni interne
Nel suo breve ma controverso mandato, Musk ha promosso tagli radicali e semplificazioni, attirando lodi e critiche. Emblematico il caso dell’EPA (Environmental Protection Agency), dove il nuovo capo Lee Zeldin ha annunciato una riduzione del 65% del personale.
Una misura shock che ha creato tensioni con sindacati e manager pubblici, spingendo lo stesso Trump a ribadire che le scelte operative spettano ai segretari di dipartimento, non a Musk.
Durante il suo incarico, Musk ha fissato l’obiettivo di risparmiare 1.000 miliardi di dollari attraverso misure come la riduzione del personale, la vendita di beni e la cancellazione di contratti. Tuttavia, fino ad ora, il DOGE ha riportato risparmi per 140 miliardi di dollari, cifre che sono state messe in discussione per la mancanza di prove concrete e per presunti errori di calcolo.
Politica, tecnologia e potere: un equilibrio delicato
L’esperienza di Musk al DOGE ha segnato un inedito incrocio tra big tech e pubblica amministrazione, portando nel cuore della macchina federale logiche da Silicon Valley.
Secondo osservatori politici, la partenza anticipata avrebbe potuto rappresentare:
- Un segnale di normalizzazione nei rapporti istituzionali
- Un rilancio per Musk nel business, proprio mentre Tesla prepara nuovi modelli e SpaceX corre verso Marte
- Un punto interrogativo sulla futura guida del DOGE
Musk, invece, ha espresso la volontà di proseguire nel suo ruolo governativo fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
La permanenza di Musk nel Governo continua a essere oggetto di attenzione, mentre l’amministrazione Trump prosegue nei suoi sforzi di riforma della struttura federale.