Il commercio ha già perso una cosa importante: l’attenzione delle persone.
Ora rischia di perdere anche la cosa più preziosa: la scelta.
Per anni abbiamo visto le grandi piattaforme online diventare sempre più forti, perché sono loro che decidono cosa vediamo, cosa finisce in alto nelle liste e cosa diventa più facile da comprare.
Ma la prossima trasformazione può essere ancora più grande, perché non riguarda solo dove compriamo: riguarda chi compra.
Immagina una scena semplice. Tu dici a un assistente intelligente: “Comprami il miglior prodotto al prezzo giusto, consegnamelo domani e fammi restituirlo facilmente se non va bene”.
E poi non fai più niente. Non cerchi, non confronti, non leggi cento recensioni: lo fa l’intelligenza artificiale al posto tuo e conclude l’acquisto.
In quel momento il “cliente” non sei più tu, è l’algoritmo che agisce per te.
E un algoritmo non compra come una persona. Non si innamora di una vetrina, non sceglie perché una scatola è bella, non cambia idea per una pubblicità emozionante.
L’IA guarda soprattutto cose misurabili: prezzo, qualità, consegna, reso, affidabilità del venditore e valutazioni.
Alla fine sceglie la soluzione più conveniente e più sicura, come farebbe qualcuno che vuole fare la scelta migliore senza perdere tempo.
In un mondo così, il marchio non sparisce, ma cambia. Non è solo una storia: diventa anche un “punteggio”.
Se un’azienda è chiara, facile da confrontare e facile da comprare, l’IA la sceglie.
Se, invece, le informazioni sono confuse, i prezzi non sono trasparenti o il reso è complicato, l’IA passa oltre, anche se il prodotto è buono. Per una macchina conta ciò che è semplice, rapido e senza ostacoli.
Questa non è fantascienza, perché gli acquisti stanno andando sempre più verso il posto dove oggi prendiamo tante decisioni: la conversazione.
Scopri un prodotto parlando con un assistente digitale e, sempre di più, potrai comprarlo lì, senza saltare da un sito all’altro.
Intanto i negozi fisici non stanno “morendo”, ma si stanno trasformando: meno sprechi, più efficienza. E quando l’IA rende ancora più facile confrontare e scegliere, questa pressione aumenta.
La sorpresa più grande, però, è dietro le quinte. Non cambia solo quello che vediamo davanti, come app e casse automatiche. Cambiano anche gli uffici: prezzi e sconti più automatici, assistenza clienti più digitale, ordini ai fornitori più guidati dai dati.
Molta complessità di oggi esiste perché tante decisioni sono ancora fatte a mano; con l’IA molte diventeranno più veloci, e questo cambierà parecchi lavori.
In Cina si vede già un pezzo di futuro: consegne velocissime, spesso entro un’ora. È come aprire un rubinetto: premi un tasto e arriva. Ma quando tutto deve essere immediato, spesso parte una guerra dei prezzi e i margini si riducono.
E l’Europa? È in mezzo e deve stare molto attenta. Se gli assistenti intelligenti che “decidono” cosa comprare vengono controllati da aziende fuori dall’Europa, allora anche le scelte di acquisto degli europei rischiano di passare da una porta che non controlliamo noi.
Alla fine la domanda è questa: quando l’IA farà shopping per noi, chi deciderà davvero cosa compriamo? Noi… o chi controlla l’IA?
