Come nascono i nomi delle automobili? I processi creativi dietro i marchi

| 18/03/2025
Come nascono i nomi delle automobili? I processi creativi dietro i marchi

Dietro al nome delle automobili si agitano dei processi creativi e non solo delle semplici intuizioni. Alcuni esempi.

Da dove derivano i nomi delle automobili? Al di là dei marchi che nascono dai cognomi di famiglia (Lamborghini, Ford, Ferrari, Lancia, Pininfarina, Tata…), quando si deve battezzare un modello ci può essere dietro un ricercatissimo lavoro di marketing, più che semplicemente una fulminea intuizione.

I nomi delle automobili sono in primis un fatto di marketing

Ricordiamo che si tratta pur sempre di prodotti che devono sedurre il mercato: sicuramente nell’acquisto di un’auto un consumatore è orientato in primis da alcuni fattori stringenti che agiscono a livello più razionale (prezzo, prestazioni, sicurezza, consumi…). E altri che sono complementari ma che colpiscono in maniera più diretta e meno mediata dalla razionalità, come l’aspetto, il design e, in seconda istanza, il nome.

Un conto in effetti è possedere una vettura che si chiama Topolino o Microlino. Altro paio di maniche se sei il fiero proprietario di una Huracan o una X7. In ogni caso, l’assegnazione di un nome procede per linee direttrici che variano da casa automobilistica.

Come nascono i nomi delle automobili: alcuni esempi

C’è chi usa le sigle per la propria gamma, come Mercedes-Benz che nomina le proprie vetture dalla A alla S di “sonderklasse”, ovvero classe premium. Altre invece hanno puntato su varie ispirazioni. È il caso di FIAT, che per la Panda non ha puntato sull’omonimo animale, ma sulla divinità romana Empanda, protettrice dei viaggiatori. Ma la stessa casa torinese ha sfruttato il nome di antiche valute come il Fiorino o il Ducato per i suoi modelli. O senza troppi arzigogoli ha puntato sul numero della cilindrata per battezzare la propria auto (la 500).

Lamborghini invece si affida sulle razze dei tori (Urus, Huracan…). Altre invece su acronimi, come Honda con il CR-V (Comfortable Runabout Vehicle). O Toyota con il RAV4 (Recreational Active Vehicle, con trazione integrale). Altre usano giochi di parole, come la Sony Honda Afeela, derivante da “feel”, sentire.

Il processo di creazione dei nomi: degli esempi

Di esempi, ovviamente, potremmo farne a iosa. Ma di solito qual è il processo di creazione del nome di una nuova vettura? A Popular Science la vicepresidente assistente per le Comunicazioni per American Honda Jessica Fini ha parlato di riunioni di brainstorming con i dirigenti chiave che si occupano di marketing e pianificazione del prodotto.

Queste riunioni si tengono con qualche anno di anticipo rispetto al lancio di una nuova vettura. In esse, si stilano una serie di nomi sottoposti poi a votazione. I primi tre sono sottoposti al vaglio dell’ufficio legale per evitare eventuali contenzioni qualora fossero stati già usati, né possano avere significati offensivi in altre lingue. Nel caso venissero rifiutate le tre opzioni si ritorna al punto di partenza con tutti gli altri nomi precedentemente scartati.

Elijah Kim, senior group manager Hyundai, sempre a Popular Science ha spiegato il modus operandi che guida invece la sua azienda nel denominare i veicoli. “Quello di Hyundai è un mix attentamente studiato di geografia, simbolismo e innovazione, progettato per evocare una connessione emotiva con chi possiede le nostre auto. Molti modelli traggono ispirazione da luoghi del mondo reale, come Santa Fe, Tucson e Kona, ognuno dei quali riflette un senso di avventura e stile di vita“.

Altri invece invocano un senso di forza e protezione, come il Suv famigliare Palisade. Altre ancora sono combinazioni tra significanti per dare vita ad un significato più forte, come la serie IONIQ, fusione tra “ion” e “unique”. Kim ha aggiunto: “Con ogni nome, Hyundai non sta solo marchiando un’auto, sta raccontando una storia, plasmando il modo in cui i conducenti percepiscono e si collegano ai loro veicoli”. Che è un po’ il concetto applicabile anche alle altre case automobilistiche nel dare un nome ai propri modelli.

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