Nel Webbolario del prof. Enrico Bisenzi, la lettera Q apre una riflessione su un aspetto spesso rimosso dal racconto tecnologico: le quantità energetiche che rendono possibile l’esistenza stessa del digitale.
Il web appare immateriale, leggero, quasi etereo. Ma dietro ogni ricerca, ogni streaming, ogni interazione con un sistema di intelligenza artificiale, si muove una quantità concreta di energia, infrastrutture e risorse fisiche.
⚡ Nel digitale, l’energia è la condizione di possibilità: senza elettricità non esistono dati, cloud, piattaforme né algoritmi. Ogni bit è anche un costo energetico, ogni interazione una micro-trasformazione di energia in informazione.
🧠 La percezione di gratuità e immediatezza nasconde un consumo continuo. Più il digitale diventa pervasivo, più cresce la distanza tra l’esperienza dell’utente — fluida e invisibile — e la realtà materiale che la sostiene.
📊 Data center, reti di trasmissione, dispositivi personali e sistemi di raffreddamento costituiscono un ecosistema energetico globale. La crescita dell’intelligenza artificiale e dello streaming ad alta definizione sta ridefinendo la scala di questi consumi, rendendo il digitale una componente sempre più rilevante nei bilanci energetici mondiali.
🌍 Parlare di quantità energetiche significa anche interrogarsi sulla sostenibilità del modello digitale: quanta energia siamo disposti a consumare per l’efficienza, la velocità e l’automazione? E chi sostiene davvero questo costo, in termini ambientali e geopolitici?
🤖 Con l’IA generativa, la questione diventa ancora più evidente: addestrare modelli complessi richiede potenze di calcolo elevate e infrastrutture sempre più energivore. L’intelligenza artificiale non è solo una rivoluzione cognitiva, ma anche una trasformazione energetica.
🧭 L’episodio invita a guardare oltre la superficie del digitale per riconoscerne la dimensione fisica: comprendere il web oggi significa anche comprendere le sue metriche energetiche, le sue infrastrutture e le sue implicazioni sistemiche.
🎓 Perché nel Webbolario, leggere il digitale vuol dire anche renderne visibili i costi nascosti — e sviluppare una consapevolezza critica sul rapporto tra innovazione, consumo e responsabilità.
📅 Ogni mercoledì, una nuova lettera per leggere il web — parola dopo parola.
👤 Chi è il prof. Enrico Bisenzi
Esperto di comunicazione digitale e media education, Enrico Bisenzi è tra i più autorevoli divulgatori italiani nel campo dell’accessibilità, dell’usabilità e della comunicazione inclusiva online.
Docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, collabora con molte istituzioni accademiche tra cui ABA e ISIA di Firenze, sua città natale, e si occupa di alfabetizzazione digitale e cittadinanza consapevole.
Con uno stile lucido, ironico e interdisciplinare, il prof. Bisenzi esplora i meccanismi del web contemporaneo — dalle parole che usiamo alle infrastrutture che sostengono l’ecosistema digitale — con l’obiettivo di fornire chiavi di lettura critiche e operative per orientarsi nel mondo digitale.