Il Global Risks Report 2026 delinea un contesto internazionale segnato dall’ingresso in quella che viene definita “l’era della competizione”, una fase storica caratterizzata da crescenti tensioni geopolitiche, fragilità economiche e trasformazioni tecnologiche accelerate.
Il quadro che emerge è quello di un sistema globale più frammentato e meno cooperativo, in cui i rischi non si presentano più come eventi isolati, ma come fenomeni interconnessi che si rafforzano a vicenda lungo diversi orizzonti temporali.
Punti principali
Il panorama dei rischi globali
L’analisi dei prossimi dieci anni evidenzia un diffuso pessimismo tra esperti e decisori. Nel breve termine prevalgono rischi legati alla competizione geoeconomica, ai conflitti armati tra Stati e alla disinformazione, mentre le vulnerabilità macroeconomiche, inflazione, rallentamento della crescita e instabilità finanziaria, guadagnano rapidamente posizioni tra le principali preoccupazioni.
Nel lungo periodo, l’attenzione si sposta nuovamente sui rischi ambientali. Eventi meteorologici estremi, perdita di biodiversità e alterazioni irreversibili dei sistemi naturali vengono identificati come le minacce più severe entro il 2036, capaci di compromettere stabilità economica, sicurezza alimentare e coesione sociale.
Forze strutturali di trasformazione
Quattro dinamiche di fondo influenzano l’intero panorama dei rischi: l’accelerazione tecnologica, che amplifica velocità e portata delle crisi; gli spostamenti geostrategici, che ridisegnano equilibri di potere e alleanze; il cambiamento climatico, che agisce come moltiplicatore di instabilità; e la biforcazione demografica, con società che invecchiano rapidamente affiancate da regioni con popolazioni giovani e in crescita.
Temi chiave e rischi sistemici
Il rapporto approfondisce sei aree critiche. La crescente multipolarità, non accompagnata da un rafforzamento del multilateralismo, indebolisce le istituzioni internazionali e favorisce l’uso di strumenti economici come leve di sicurezza nazionale. La polarizzazione sociale e la diffusione della disinformazione erodono la fiducia nelle istituzioni, rendendo più difficile affrontare sfide collettive come il clima.
Sul piano economico, livelli di debito elevati e tassi di interesse persistenti aumentano il rischio di shock finanziari, mentre gli investimenti massicci nell’intelligenza artificiale alimentano timori di nuove bolle speculative. Le infrastrutture critiche risultano sempre più esposte sia a eventi climatici estremi sia a minacce cyber-fisiche. Le tecnologie quantistiche e l’AI diffusa aprono opportunità di progresso, ma introducono nuovi rischi per la sicurezza dei dati, il mercato del lavoro e la stabilità strategica.
Governance e resilienza
Nonostante l’intensificarsi della competizione, la cooperazione emerge come condizione necessaria per contenere i rischi sistemici. Vengono evidenziate soluzioni che spaziano da accordi internazionali mirati a strategie aziendali per la resilienza delle catene di fornitura, fino a strumenti finanziari per la gestione del debito e dei rischi climatici. Un ruolo centrale è attribuito anche all’educazione e all’alfabetizzazione digitale come risposta alla polarizzazione e alla manipolazione informativa.
Metodologia
L’analisi si basa principalmente sul Global Risks Perception Survey, che raccoglie le valutazioni di oltre 1.300 esperti a livello globale, integrato dall’Executive Opinion Survey condotto tra più di 11.000 leader aziendali in 116 economie. L’approccio combina percezioni qualitative e dati comparativi nazionali, consentendo una lettura multilivello dei rischi nel tempo.
Obiettivi
La report mira a:
- Mappare i principali rischi globali su orizzonti temporali differenziati;
- Individuare le forze strutturali che amplificano instabilità e incertezza;
- Analizzare le interconnessioni tra rischi geopolitici, economici, tecnologici e ambientali;
- Fornire indicazioni utili per rafforzare resilienza e capacità di risposta di governi e organizzazioni;
- Supportare decisioni strategiche in un contesto di crescente competizione globale.
L’obiettivo complessivo è offrire una chiave di lettura sistemica delle minacce che definiranno il prossimo decennio.
Conclusioni
Il Global Risks Report 2026 descrive un mondo più esposto a shock simultanei e meno protetto da meccanismi di cooperazione efficaci.
Nel breve termine, competizione geoeconomica, conflitti e disinformazione dominano l’agenda del rischio; nel lungo periodo, le minacce ambientali riemergono come fattori destabilizzanti di primo piano.
La combinazione di accelerazione tecnologica, frammentazione geopolitica e vulnerabilità economiche impone un ripensamento delle strategie di governance.
Rafforzare resilienza, prevenzione e cooperazione mirata appare essenziale per evitare che la competizione si trasformi in instabilità sistemica e per garantire una gestione più sostenibile dei rischi globali nel decennio a venire.